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noEXPO.png  Il I° Maggio viene inaugurato EXPO 2015 a Milano. Le cronache e le inchieste giudiziarie degli ultimi mesi hanno rivelato un quadro di corruzione e malaffare che lega tra loro mega-eventi e grandi opere: dal Tav al Mose, dalla ricostruzione post sisma de L’Aquila fino ad arrivare a EXPO 2015.

È ormai chiaro che dietro le belle parole sui temi dell’EXPO e sulle prospettive di sviluppo e rilancio dei territori si nascondono grandi interessi economici per pochi: strade, case, centri commerciali, poltrone in Spa, visibilità per i politici e ingenti finanziamenti pubblici. Non siamo davanti a poche mele marce, ma ad un collaudato sistema di potere economico e politico che continua ad arricchirsi anche in piena crisi: centrodestra e centrosinistra, tutti dentro con le proprie “clientele” imprenditoriali, tutti pronti ad aggredire il territorio a proprio vantaggio. Oltre 1000 Ettari di suolo saranno cementificati, che comprendono l’area espositiva e tre inutili nuove autostrade o tangenziali. A completare il quadro le migliaia di posti di lavoro promessi si traducono per lo più in stage sotto pagati e volontariato, ossia lavoro a gratis e sfruttamento.
La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: dominio della finanza e delle multinazionali, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo modello Expo diventa simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati. Non solo. Dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono OGM e SISTEMI alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor di Expo 2015.
Tocca a noi tutti smontare e rompere il meccanismo di Expo per il carattere nazionale dei processi che Expo nasconde: la devastazione, il saccheggio e l’impoverimento dei territori. EXPO arriva, devasta e passa, mentre noi viviamo e presidiamo in modo permanente il territorio con pratiche, partecipazione e alternative concrete.
                                PRIMA LE PERSONE
Ugo Sturlese

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