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Sede0_0.pngVenerdì 20 febbraio “L’altra Rovereto a sinistra” - declinazione territoriale dell’esperienza iniziata con “L’altra Europa con Tsipras” –è stata presentata alla cittadinanza di Rovereto come soggettività politica con la volontà di dare voce al variegato mondo di sensibilità che si trova a sinistra dell’attuale PD, di riportare la politica al servizio della comunità.

In quell’occasione si è detto che l’obiettivo politico è a lungo termine, prevede un lavoro lungo e paziente di ricostruzione in una realtà che – a livello locale, come nazionale – risente pesantemente di una crisi iniziata molto prima del 2008, quando le politiche liberiste hanno devastato non solo l’economia e il diritto al lavoro ma anche i rapporti sociali, la stessa struttura dei centri urbani, l’ambiente, la possibilità di fare cultura, i linguaggi e i modi di fare politica. Si è anche detto che pur non considerandolo un obiettivo prioritario, si stava lavorando alla costruzione di una lista, appunto “L’altra Rovereto a sinistra”, per condividere un’alternativa unitaria, plurale e di sinistra di larghe intese locali, con l’obiettivo di dare voce e rappresentanza a chi, vittima della crisi economica e finanziaria, non ne ha più o aspira ad un progetto sociale diverso praticando un modo di fare politica proiettato al bene comune.

A tale risultato, per una serie di ragioni molto collegate alla difficoltà di attirare interesse e favorire partecipazione nelle persone ormai deluse e demotivate dalla politica e dai politici, non ci è stato possibile giungere anche per il peso non trascurabile da attribuire alle scelte di SEL del Trentino per il Comune di Rovereto. 

Anche a Rovereto, come a Trento, il comitato per l’Altra Europa con Tsipras, nato per le elezioni europee di maggio 2014, ha continuato a lavorare per costruire radicamento sul territorio e per condividere nuove forme e nuovi linguaggi del fare politica, cercando di creare comunità tra persone che avvertono l'urgenza di impegnarsi politicamente a sinistra. 

Il percorso ha avuto il suo culmine nell'elaborazione partecipata, a livello provinciale, di un manifesto per la sinistra unita in Trentino, sottoscritto da tutte le soggettività che, da febbraio 2014, lavorano al progetto per la costruzione di un'alternativa plurale e di sinistra alle politiche neoliberiste praticate dall'attuale governo nazionale e locale.

A differenza di quanto sta accadendo a Trento, tuttavia, a Rovereto i militanti di Sel che facevano parte del comitato, hanno scelto, ad alcune settimane dalle elezioni, di abbandonare il progetto di unione della sinistra di alternativa  per dar vita ad una lista civica di appoggio esterno al candidato sindaco Miorandi, che riteniamo essere la perfetta espressione della politica renziana e cioè di quella politica che abbiamo sempre inteso ed intendiamo contrastare senza alcuna deroga. 

L'emergenza antidemocratica e sociale ci impone di mantenere salda la nostra contrapposizione chiara e non ambigua all'attuale PD ad ogni livello, nazionale, provinciale e locale. La nostra coerenza ai principi e ai valori che hanno ispirato la stesura del Manifesto per una sinistra unita in Trentino ci impone di non cedere alla tentazione della facile governabilità a scapito della rappresentanza. La nostra stessa coerenza ci ha impedito di seguire i compagni di Sel nella costruzione di una lista di scopo che propone un programma lontano dalla nostra idea di città ecocompatibibe e sostenibile, città in transizione in grado di rispondere in modo intelligente al raggiungimento del picco del petrolio.

In particolare ci chiediamo come questa affermazione "Non ha rinunciato (Miorandi)a portare avanti progetti utili alla città, ma, nella mancanza di disponibilità di fondi pubblici, ha coinvolto privati (come nel completamento della corona dei parcheggi intorno al centro storico) dettando le regole, ma lasciando poi l’iniziativa a chi poteva metterci i denari (solo nei 2 progetti in cantiere su Corso Rosmini – restauro di Palazzo Balista da parte della Cassa Rurale e costruzione di un edificio con parcheggio interrato sull’area ex-stazione autocorriere – sono stati investiti, sotto regia pubblica, oltre 30 milioni messi da privati, denari che il Comune non avrebbe mai potuto tirar fuori, e far circolare, di questi tempi)" contenuta nella presentazione di "Rovereto bene comune", lista a cui Sinistra Ecologia e Libertà ha dato vita, possa conciliarsi sia con il senso dell'acronimo SEL, sia con uno dei punti del Manifesto dei Comitati Trentini per l'Altra Europa con Tsipras (sottoscritto anche da SEL) e cioè: "BENI COMUNI - di cui occorre garantire gestione e proprietà pubblica, soprattutto per quei beni che sono vitali e inalienabili, come le risorse naturali (l’acqua, il territorio, le fonti energetiche), per i beni archeologici, artistici, ambientali, ma anche per i beni immateriali, come la cultura, la conoscenza, favorendone l’accesso a tutte e tutti."

E' evidente che la scelta di Sel ha determinato una profonda frattura nel comitato, rendendo difficile il cammino sia a livello locale che a livello provinciale all'interno della nuova soggettività che stiamo costruendo da oltre un anno. Una città in cui non ci sia confusione tra pubblico e privato, palesemente considerati sullo stesso piano da Miorandi.

Abbiamo pagato anche il fatto che nella vasta area che si riconosce ancora nei valori della sinistra, quella che rifiuta che sia la logica del profitto di alcuni e non la migliore qualità della vita dei cittadini/e a determinare le scelte della politica (es. centri commerciali, parcheggi e attici milionari nel centro di Rovereto) si avverte il preoccupante diffondersi di un senso di sfiducia, di inutilità, accentuato dopo la fuoriuscita dei compagni di Sel.

Molte persone hanno, infatti, abbandonato l’idea di un impegno politico per dedicare il loro tempo e le loro energie ad attività di volontariato culturale e sociale, attività importantissime, ma che rischiano di non avere alcuna rappresentanza in grado di tradurre in proposta politica le loro istanze, rispondendo ai bisogni reali e concreti di cittadine e cittadini

Resta forte l'amarezza per non aver auto la possibilità di costruire un'alternativa plurale, unitaria e di sinistra nella nostra città, pur confermando l'impegno a voler proseguire nel cammino, andando oltre i giochi che caratterizzano ormai da troppo tempo la politica e la sottraggono al ruolo di servizio alla comunità.

Per questo continueremo  ad impegnarci per controinformare e sensibilizzare le cittadine ed i cittadini anche sui grandi temi di portata internazionale (come i TTIP) affinché anche nel nostro territorio non prevalga la logica delle grandi opere, della speculazione edilizia, degli interessi imprenditoriali rispetto ai diritti al lavoro, allo studio, alla salute sia come prevenzione che come cura, ad una vita dignitosa per tutte e per tutti, all'esigibilità collettiva dei beni comuni. Tutto ciò è per noi oggetto di concrete e coerenti scelte politiche e non solo slogan da cartelli elettorali che nascondono connivenze con chi ha condiviso o favorito politiche neoliberiste.

da Il Trentino del 12-04-2015                                   

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